“Frammezzo alla pazzeria. Voci dal manicomio di Teramo” – Teramo, 27 marzo 2026

Evento in occasione della Giornata Mondiale del Teatro
Aula 10, plesso “D’Annunzio”, venerdì 27 marzo 2026, ore 11.00

Ammalò di testa. Storie dal manicomio di Teramo (1880-1931) e Malacarne. Donne e
manicomio nell’Italia fascista
sono i titoli di due preziosi libri nei quali Anna Carla Valeriano (storica
contemporanea formatasi presso l’Università di Teramo) ha raccontato la vicenda dell’ospedale
psichiatrico S.Antonio Abate, istituzione di grande importanza per la storia della città, che sta per
diventare oggetto di una profonda opera di recupero e riqualificazione urbana volta a trasformarla
nella “Cittadella della cultura”, spazio destinato non solo a ospitare i dipartimenti umanistici
dell’ateneo cittadino, ma anche a fungere da luogo di aggregazione, promozione e sede delle attività
culturali e artistiche della comunità.

L’edizione 2025 del progetto interdisciplinare A TUTTO DAMS! ci è sembrata dunque
l’occasione giusta per offrire un piccolo contributo alla conoscenza di questa vicenda, nella
convinzione che la vita e la salute di una comunità (che sia un piccolo villaggio o una moderna
nazione, quando non un intero continente) è legata non superficialmente alla consapevolezza della
storia dei suoi luoghi e dei suoi spazi, delle strade, degli edifici, delle piazze. E soprattutto alla storia
trascorsa e nascosta, ma mai perduta, delle persone che in quei posti hanno vissuto le loro vite. A
volte felicemente, altre – come troppo spesso in questo caso – immersi nella malattia e nella
sofferenza. Dai libri di Valeriano, che ha consultato ed esaminato con grande cura la copiosa
documentazione raccolta nell’archivio del nosocomio (tra cui migliaia di cartelle cliniche) abbiamo
allora estratto un certo numero di frammenti di lettere delle recluse e dei reclusi, mai recapitate ai
destinatari, e le abbiamo montate alternandole con brani di medici e psichiatri dell’epoca a fare da
controcanto, in una drammaturgia attraverso la quale le studentesse e gli studenti partecipanti
danno nella finzione teatrale voce e corpo a una umanità irrimediabilmente presa e persa – come
sostenne Franco Basaglia – in un meccanismo di etichettamento diagnostico e di «smistamento fra
ciò che è normale e ciò che non lo è» al di là del quale non restava più possibilità d’azione né di cura.

Studentesse e studenti partecipanti
Daniele ATTORRESI – Richard Cecil BUTLER – Chiara CAMPETTA – Serena FEDELI – Martina LIBBIGiulia Pia LONGO – Emanuela PAOLISSO – Domenico PISCHETOLA – Federico PIZZICA – Mattia
SORINO – Maria ZULLI – Mathias ZULLI-FRONTI
Coordinamento e cura: prof. Fabrizio DERIU

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