CfP “Legàmi. Forme, linguaggi e pratiche della relazione” – Convegno dottorale UNIVR 18-20 novembre 2026

Convegno dottorale
Dottorato in Filologia, Letteratura e Scienze dello Spettacolo
Università degli Studi di Verona
Verona, 18-20 novembre 2026


Nel 1623, John Donne scriveva: «No man is an island, entire of itself; every man is a piece of the continent, a part of the main». Non esiste un essere isolato: ogni esistenza ha origine nella relazione e nella condivisione. La letteratura e le forme artistiche in generale scaturiscono dall’istintiva necessità di dare voce all’esperienza umana, che, per sua natura, trova compimento in una dimensione corale.

La prima modalità attraverso la quale si definisce l’identità del singolo è certamente un legame, nel bene o nel male, subìto: la famiglia. Già la letteratura antica ne codifica i modelli e, in questi termini, è possibile interpretare l’Odissea come un “romanzo familiare”, la cui tensione è data dallo sforzo di ricongiungimento della famiglia del protagonista. Anche la potente immagine del pius Aeneas che fugge da Ilio in fiamme portando il padre sulle spalle e il figlioletto per mano cristallizza questo tipo di legame, evidenziandone inoltre la funzione etica e sociale.
Tra Umanesimo e Rinascimento continua a consolidarsi questa riflessione sulla famiglia vista come fondamento dell’ordine civile e struttura governata da principi morali (Alberti, I Libri della famiglia), ma allo stesso tempo iniziano ad emergere anche i primi accenti di una sensibilità per gli affetti familiari. Le Satire di Ariosto mettono in luce la precarietà dei legami personali: pur aprendosi all’intimità, essi restano intrappolati nel conflitto tra il nuovo desiderio di stabilità affettiva e il dovere sociale.
In epoca moderna la dimensione familiare funge spesso da contesto per il teatro di Goldoni, così come in passato per quello di Plauto e di Terenzio. In seguito, il tema affiora nella poesia leopardiana e, passando per il nodo fondamentale di Pascoli, trova una piena affermazione nel corso del Novecento (Montale, Caproni, Bertolucci). Parallelamente, tale tendenza si esprime nella narrativa, anche cinematografica, altro spazio privilegiato per illustrare quanto l’impatto dei legami familiari e sociali possa essere profondo sull’individuo (la prosa di Verga, la filmografia di Germi). Infine, questa connessione si riflette sulla lingua, come in Lessico famigliare di Ginzburg, dove la parola costruisce «il patrimonio grazie al quale […] una tribù si riconosce e distingue dagli altri» (Garboli, 1963).

Paradossalmente il legame si può definire anche attraverso una lacerazione traumatica, manifestandosi in una pluralità di forme che attraversano i generi e le epoche. Una prima configurazione di questa dinamica è la rottura violenta e radicale, tipica della tragedia antica (l’Orestea, i miti di Edipo e di Medea), del teatro shakespeariano e dell’opera lirica, fino alle drammaturgie contemporanee. La crisi dei rapporti si esprime dunque in catene delittuose, incesti e tradimenti (di cui anche la figura del patrigno Gano nella Chanson de Roland è un esempio significativo).
In altri contesti, lo strappo assume i tratti del conflitto e della ribellione alle coercizioni: si va dalla resistenza all’autorità familiare nel Decameron (Lisabetta e Ghismunda) alla complessità delle dinamiche domestiche indagate dai romanzi di Svevo o dalla regia di Dolan (Mommy).

Il legame spezzato si declina inoltre nelle forme dell’abbandono e dell’allontanamento, in un ventaglio di casi che spazia dal trauma dell’esilio nelle Epistulae ex Ponto di Ovidio e nella Canzone al Metauro di Tasso, dove anche il lutto diventa motivo di frattura insanabile, fino alla fuga identitaria in Pirandello e all’alienazione affettiva in Her, pellicola di Jonze.

Infine, il legame può essere il risultato di una scelta consapevole di tipo intellettuale o emotivo, che si colloca al di là dei vincoli di sangue. La storia della letteratura e dello spettacolo è costellata di figure genitoriali “elettive”: si pensi ad esempio al filone delle balie e delle nutrici, che dall’antica Grecia giunge fino alla poesia di Saba. Accanto a loro ci sono presenze di riferimento come Virgilio, il «dolce padre» della Commedia, oppure Rosaria in Menzogna e sortilegio, che con le sue cure colma il vuoto lasciato dalle mancanze della famiglia naturale.
Nel corso dei secoli questo tema si sviluppa anche attraverso la rappresentazione di amicizie indissolubili, quasi fraterne: dai miti di Achille e Patroclo e dei cavalieri della Tavola Rotonda ai sodalizi forgiati grazie alla letteratura stessa (emblematico in questo senso il sonetto dantesco Guido, i’vorrei che tu e Lapo ed io, così come le Ultime lettere di Jacopo Ortis di Foscolo), fino ad approdare a L’amica geniale di Ferrante e a Thelma & Louise di Scott, testimonianze di come a partire dall’epoca moderna venga prestata un’attenzione sempre maggiore alle alleanze femminili. Il consolidamento di legami elettivi nel secolo scorso, fra cui il movimento femminista, manifesta esperienze artistiche come quella delle Nemesiache, in cui la pratica performativa diventa luogo concreto di produzione di relazioni.
Non va dimenticato che, nel teatro e nella performance, queste istanze si possono tradurre in pratiche che costruiscono il legame nello spazio della scena, dalla tradizione antica fino alle forme novecentesche, nelle quali il vincolo di complicità tra attori e spettatori diviene parte costitutiva dell’evento. In ambito musicale, il legame si definisce nell’organizzazione dei materiali sonori e nell’ascolto condiviso, fino a pratiche più recenti come la cultura del rave, dove comunità temporanee si coagulano attraverso il suono e il corpo, dando luogo a forme di appartenenza situate (McKenzie, 2023).

Il legame, dunque, rappresenta una categoria ermeneutica centrale per definire l’identità del singolo, che viene forgiata dalle connessioni (subìte, spezzate o stabilite) con il mondo circostante. Il presente Convegno si pone l’obiettivo di approfondirne le forme e le funzioni, dall’antichità fino a oggi, intendendo tale fenomeno in una prospettiva filologica, letteraria e performativa.

A partire dagli spunti sopra citati, si segnalano le seguenti linee di ricerche, da intendersi come esemplificative e non limitative:

  • Il legame (affettivo, sociale, culturale) come nucleo tematico dell’opera;
  • Legami subìti o elettivi (figure familiari, mentori, sodalizi e amicizie), osservati anche nel momento della loro lacerazione violenta (delitto, incesto, abbandono e tradimento);
  • Il legame come forma e genere (epistolografia, tenzoni, scritture dialogiche) che esplicita e racconta una relazione;
  • Il legame linguistico come “codice condiviso” e segno di appartenenza, esclusione o costruzione di una relazione (gergo, dialetti, linguaggi settoriali);
  • Variazioni diacroniche della rappresentazione e della percezione della relazione e delle sue figure emblematiche dall’epoca classica alla contemporaneità;
  • Il legame in quanto dispositivo genealogico-relazionale: riattivazioni dei miti e reenactment, collettivi e pedagogie radicali, storia della reciprocità tra scena e pubblico.

MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE E INVIO DELLE PROPOSTE
Il Convegno, che si terrà dal 18 al 20 novembre 2026 presso l’Università degli Studi di Verona, è rivolto a dottorandi, post-doc e dottori di ricerca che abbiano conseguito il titolo da non più di tre anni.
Ogni intervento avrà la durata massima di 20 minuti. Le lingue ammesse sono l’italiano e l’inglese. Le proposte, in formato .pdf, dovranno contenere un abstract (max. 500 parole), una bibliografia essenziale (max. 5 titoli) e una breve nota biografica del proponente (max. 200 parole).
Le candidature dovranno essere inviate entro il 10 giugno 2026 all’indirizzo legami2026.univr.phd@gmail.com. I risultati saranno comunicati entro il 20 giugno 2026.
Gli Atti del Convegno saranno pubblicati e i contributi (originali e non precedentemente pubblicati altrove) dovranno essere consegnati entro il 15 febbraio 2027.
Per informazioni, richieste o chiarimenti, scrivere a legami2026.univr.phd@gmail.com.

COMITATO SCIENTIFICO
Collegio di Dottorato in Filologia, Letteratura e Scienze dello Spettacolo dell’Università degli Studi di Verona.
COMITATO ORGANIZZATIVO
Federica Bertucco, Ginevra Ghiaroni, Matilde Grendene, Federica Zeviani

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